Clanis Cortona Rugby A.S.D

COLORI SOCIALI
Bianco – Blu

RUGBY CLANIS CORTONA a.s.d.
Codice FIR 399953
C.F. & P.I. 02113490516

Segreteria: tavernelle n. 19/a – 52044 Cortona (AR)
Walter Tiberi:
3385082435 walter.tiberi@tbnet.it
Alessio Panarese:
3396948397 info.alessiopanarese@gmail.com

Fax: +39 0575
E-Mail: toar.rugbyclaniscortona@federugby.it
E-Mail: info@clanisrugbycortona.it
PEC: rugbyclaniscortona@pec.clanisrugbycortona.it

Campo di Gioco e Allenamento:
Polisportiva Val Di Loreto – Tavarnelle – Cortona 52044 Cortona (AR)

CARICHE SOCIALI
Presidente: WALTER TIBERI
Vice Presidente: ALESSIO SANTUCCI
Tesoriere: ALESSIO PANARESE
Segretario: ALESSIO PANARESE
Responsabili Accompagnatori: MARCO GIULIERINI, ALESSIO PANARESE, WALTER TIBERI
Responsabili logistica e attrezzature: RODOLFO DEL PULITO, FRANCESCO CARMELO SAPORITA
Responsabile comunicazione:
Addetto Stampa e Sito Web: DANIELE GELLI & ANTONIO MAMMONE

CONSIGLIO DIRETTIVO

Tiberi Walter, Panarese Alessio, Santucci Alessio, Marco Giulierini, Fortini Francesco, Del Pulito Rodolfo, Laura Panichi

STAFF TECNICO

ALLENATORI STAGIONE AGONISTICA 

Prima Squadra:
Allenatore: ANTONIO MAMMONE
Dirigenti Accompagnatori: WALTER TIBERI, FRANCESCO CARMELO SAPORITA, MARCO GIULIERINI, ALESSIO PANARESE

Lady Clanis – Donne Etrusche:
Allenatore: FEDERICO VILLANACCI
Dirigente Accompagnatore: ROBERTO BENIGNI, MARCO GIULIERINI

Mini Rugby:
Educatori :IGOR POLVANI,
Dirigente Accompagnatore: ANNA TIBERI, WALTER TIBERI, MARCO GIULIERINI, ALESSIO PANARESE

RESPONSABILI SCUOLE
(elementari, medie, superiori):
Educatori per la Propaganda nelle Scuole: DAVID RAGGETT

STAFF MEDICO:
Medico Sociale:
Responsabile Visite mediche:
Preparatore Atletico: VITTORIO POLVANI
Massaggiatore: RODOLFO DEL PULITO


La Storia

Partì tutto in un’Osteria del corso principale di Cortona. Era Giugno del 2005.

Antonio Massarutto e Alessio Santucci si incontrarono per la prima volta li. Presentati dall’oste (anche lui appassionato di Rugby), Massarutto con una ventennale esperienza di giocatore alle spalle, aveva militato in varie categorie in diverse società tra il Friuli, il Veneto e la Toscana; Santucci aveva provato quasi casualmente quello sport a Perugia e seguito qualche partita del Sei Nazioni a Roma.
Il caso volle che i due fossero anche vicini di casa. Essere vicini di casa nella vasta campagna della Valdichiana spesso vuol dire abitare a un paio di chilometri l’uno dall’altro senza mai incontrarsi.
I due parlarono di Rugby per ore, Santucci aveva mille progetti in testa per diffondere il Rugby nel territorio, parlava a ruota libera con grande entusiasmo. Massarutto in realtà lo osservava un po’ perplesso. Quando oramai era l’ora tarda, le birre e le idee erano molte e confuse. L’unica certezza era che fosse nata una nuova amicizia. Il giorno successivo, Santucci andò a far visita al suo nuovo “compagno di Rugby” che abitava quasi da eremita in compagnia di un cavallo, due gatti e un cane in una “casaccia” in mezzo alla Valle. Davanti ad un paio di salsicce secche e un bicchier di vino, Santucci presentò il suo piano: aveva trovato un campo per allenarsi e diversi amici da portare.
Il mercoledì successivo, si incontrarono al “campetto del Bardi”…

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Un fazzoletto di terra, dietro un Bar sulla Statale che da Cortona porta ad Arezzo. In pratica il classico campetto dell’oratorio.
Santucci si presentò in compagnia di altri amici di Montecchio: Francesco Fortini che aveva un buon fisico, tipico di chi aveva passato la vita a fare sport e palestra. Claudio Guerrini, con buoni trascorsi da ciclista semiprofessionista, Marco Giulierini, con un fisico poco adatto a quello sport, ma un cervello che faceva subito pensare a un futuro dirigente. Erano in cinque. Pochissimi. (Ma buoni)
Massarutto spese solo 2 o 3 minuti a spiegare le regole del Rugby. In pratica disse più o meno: “la palla si passa indietro, non si placca al collo”. Quanto necessario per provare a giocare e divertirsi.
E i ragazzi si divertirono, tanto che il mercoledì successivo ne arrivarono altri. Dopo tre settimane al campetto dell’oratorio c’erano circa 30 ragazzi.
La cosa continuò per tutta l’estate. Molti nuovi giocatori arrivarono, molti altri si persero appena capirono la differenza tra sollevare un bilancere e giocare a Rugby.
L’ossatura del gruppo era comunque ben consolidata. Un manipolo di fedelissimi che oramai avrebbero fatto di tutto pur di praticare quello sport.
Andava trovato un nome. Rugby Cortona era banale, da considerare il fatto che diversi ragazzi venivano da altri paesi limitrofi e anche per motivi di campanile andava trovato un nome condivisibile. Massarutto si rivolse ad un amico, uno studioso fiorentino che lavorava al Museo Etrusco. CLANIS fu il nome che suonava meglio, aveva un fondamento storico ed era l’antico nome latino della Valdichiana. La sera stessa Massarutto, che di mestiere faceva il grafico, disegnò il logo della squadra. Un pallone ovale ispirato ai bassorilievi della tomba Etrusca del Melone del Sodo.

Verso Settembre, Massarutto ritornò ad allenarsi al Vasari ad Arezzo. Si divideva tra il ruolo di giocatore di serie B e allenatore di quella che sarebbe diventata una squadra di Rugby a Cortona.
Ad Arezzo, scoprì che c’era un’altra persona che più o meno stava facendo la stessa cosa, con un gruppo di ragazzi aretini, tale Michele Mazzi. Dopo un breve colloquio, decisero di fissare un allenamento congiunto a Cortona, sempre nel campetto dell’oratorio.
Il mercoledì successivo si incontrarono in quel fazzoletto di terra, circa 40 ragazzi tra cortonesi e aretini. Si imbastì una specie di partitella. Tra i moccoli e le imprecazioni sembrò d’assistere a una specie di partita a football americano tra carcerati nell’ora d’aria di un penitenziario degli Stati Uniti, (tipico di un campetto d’oratorio per l’appunto).
Non importava lo stile e la dialettica, l’importante era che i ragazzi si fossero divertiti. Si divertirono talmente tanto che la voglia di stare insieme li portò a stare assieme e bere birre (tante) fino a notte fonda.
Più o meno si formò così una squadra. I ragazzi cortonesi ancora non si sentivano in grado di affrontare l’impegno di un campionato da soli e così si decise di iscrivere una squadra mista come squadra cadetta del Vasari. La squadra si chiamò CLANIS-VASARI.

La prima amichevole fu con il Città di Castello. Realtà nata da circa un anno. La partita si disputò al campo delle Tavarnelle a Cortona. Campo sicuramente più dignitoso del campetto dell’oratorio. Purtroppo non fu semplice trasformare in un sabato mattina un campo da calcio in un campo da rugby. Il Vasari prestò dei vecchi pali per l’occasione. I pali però andavano piantati ma sarebbe stato necessario violare il suolo verde destinato al più popolare calcio con quattro buchi profondi almeno mezzo metro l’uno. Opera impossibile da fare in una mattinata e soprattutto “sconsigliata” dal custode del campo. Si optò per legare i pali verticali alla porta da calcio. Il risultato fu una specie di H molto larga con la rete nella parte inferiore. Le righe erano dritte come uno spago in tasca, segnate tra l’altro incautamente con della calce (viva!) reperita dal vicino magazzino edile. Appena arrivarono gli ospiti da Città di Castello storsero un po’ il naso davanti a quello spettacolo penoso.

In aiuto del Clanis-Vasari arrivarono anche tre o quattro amici di Massarutto da Pordenone. Tra loro c’era anche un forte giocatore fijano, del tutto fuori contesto in quel branco di neofiti.
La partita si disputò regolarmente e il risultato finale fu di due mete a uno per il Clanis-Vasari. Prima meta di Ramazzotti, (dotato all’epoca di mani d’argilla), seconda meta di Santucci che per quel evento indossava anche i gradi di capitano. Qualcuno tra il azzardò un’improbabile ola.
A fine partita il morale era alle stelle.
Il gruppo era pronto per iniziare il campionato.
La prima partita si disputò ad Arezzo contro il Rugby Pesaro. Risultato finale di 5 a 60 per il Pesaro.
Poco importava il risultato, la meta segnata sembrò bellissima! Di splendida fattura, nata da una giocata sopraffina. In realtà fu una punizione per il Clanis Vasari a 5 mt dalla linea di meta. Palla al più grosso e meta.
Di li si susseguirono, come è giusto che sia, una serie continua di sconfitte, interrotte da due vittorie, sia all’andata che al ritorno contro il rugby San Lorenzo. Memorabile fu un debuttante cortonese che segnò una meta (quasi per sbaglio) e subito dopo esultò come Tardelli nella finale di Coppa del mondo dell’82.
Alla fine del campionato, la squadra purtroppo si dissolse come neve al sole. Complice anche la poca amalgama tra i giocatori cortonesi e gli aretini.
Alcuni smisero, altri proseguirono come seconda squadra del Vasari.
Passarono alcuni anni e siamo al 2011.
Santucci, riceve l’incarico di organizzare a Cortona, durante la Festa dello Sport di Montecchio, una dimostrazione di Rugby.
Santucci ricontatta di nuovo Massarutto il quale non si fa troppo pregare. Al primo allenamento, questa volta a Montecchio del Loto, a detta di Santucci sarebbero dovuti esserci diversi ragazzi. In realtà si presentarono solo i due organizzatori. Massarutto e Santucci appunto. Si optò per una corsetta tra i campi.
Il mercoledì successivo arrivò al campo un nuovo elemento pronto per essere assoldato: Alessio Panarese. A Panarese il fisico non mancava, anche se era chiaro fin da subito che le sue doti per questo sport sarebbero state più propense alla logistica che all’agonismo. Di li a poco si aggiunsero tre quindicenni di Foiano, tra cui Manuele Redentori, dal fisico tagliato su misura per la prima linea. Ritornò a breve anche Claudio Guerrini che veniva al campo ancora con gli abiti da lavoro. (La prima sera si allenò con le scarpe antinfortunistiche). Gli allenamenti erano con una variante tra i 4 e gli 8 elementi. Era chiaro che era impossibile fare un’esibizione di Rugby a 15. Si optò per un improbabile Rugby a 5, sulle regole del Rugby Beach.

Il torneo, grazie anche all’aiuto di qualche veterano venuto in soccorso dal Vasari, tra cui Francesco Cico Roselli, Alessio Maina (che finì la sua carriera quel pomeriggio stesso per rottura del perone), Nicola Tarchiani, Pasquale D’Antonio e Giuseppe Gebbia si vinse sul velluto. Del Clanis c’erano Massarutto e Santucci, Panarese, Guerrini e Redentori. Poco conta in quanti fossero del Clanis, da li in poi si decise di allenarsi sul serio. Il Clanis, anche con pochi individui, regolarmente si allenava di nuovo a Tavarnelle, ospite della Polisportiva Val di Loreto. In pochi mesi si ricompattò il gruppo ritornando ai numeri di 25/30 elementi. A Marzo si decise di fare un primo test a 15 contro una squadra Old, i Briganti Rugby Crete Senesi. Il Clanis si presentò per quel test match con un completo blu nuovo fiammante, con tanto di medico in campo, il dottor Marco Giulierini, (che all’epoca si era laureato diventando un brillante dentista), 28 atleti, tre accompagnatori pronti a preparare il terzo tempo e numerosi tifosi a bordo campo.
Il gruppo cominciava ad avere la parvenza di una vera e propria società sportiva e a Cortona tutti parlavano di questo sport. Nonostante l’età avanzata, il match fu vinto dalla squadra Old per tre mete a una. L’esperienza aveva fatto la differenza.
Rimaneva la scelta su cosa fare per il futuro, proseguire in stile dopolavoro ferroviario, oppure cominciare a pensare ad un vero e proprio campionato. Si andò ai voti (in realtà si fece finta di votare, erano già tutti d’accordo). Con ampia maggioranza si decise di fondare la società e iscriversi al campionato. A quel punto andava trovato un Presidente, uno in pratica che ci mettesse la faccia (e non solo). Fortini, giocatore e dirigente si presentò al campo il giorno dopo presentando colui che diventerà ufficialmente il Presidente del Clanis: Walter Tiberi, imprenditore e uomo di sport proveniente dalla Pallavolo.
Panarese, abbandonati definitivamente i panni di giocatore per quelli di segretario, compilò tutta la modulistica che venne spedita la mattina seguente a Roma in Federazione.

Era il 2012, era ufficialmente nato il RUGBY CLANIS CORTONA.
Il Clanis partecipa per la prima volta a un torneo di Rugby beach a Marina di Grosseto con il proprio nome. Al gruppo si unisce anche Federico Villanacci, che aveva militato alcune stagioni nel Vasari, ma cortonese DOC. Partecipa al torneo con Massarutto, Villanacci, Redentori (16 anni), Pinceti (che all’epoca aveva solo 15 anni), Bruno, Guerrini. La squadra, anche se alla prima esperienza ben figura di fronte alle altre, rischiando di vincere contro squadre di altre categorie.
Da li in poi altre tre amichevoli, contro Vikings Chianciano, Siena 2000 e Grosseto. Tutte partite finite con il risultato di tre mete a uno per gli avversari.
Al tecnico Massarutto, si unisce Antonio Mammone, pilone che arrivava dalla Lazio, squadra d’eccellenza, tecnico secondo livello FIR, nel ruolo di giocatore-allenatore.

Prima partita di campionato contro Montecarlo Rugby. La squadra capitanata da Gherado Cosci vince il primo match per 25 a 0. Il campionato 2012-2013 finisce oltre le aspettative con un buon piazzamento della squadra al quinto posto.
Nel frattempo nasce anche un gruppo di donne pronte a cimentarsi in questo sport. Vengono allenate prima dal genovese Roberto Schena, poi successivamente dal vice capitano della maschile Villanacci e dal veneto Stefano Carraro.
Campionato maschile successivo 2013-2014: il Clanis dopo alcune difficoltà iniziali, mantiene più o meno la stessa posizione dell’anno prima consolidando comunque un gioco sempre più efficace.
La femminile, guidata dal tecnico Villanacci si iscrive invece alla Coppa Italia di Rugby 7 e si piazza sorprendentemente nella finale di Parma al 12° posto in Italia.
Nel frattempo nasce una compagine giovanile, grazie al lavoro nelle scuole del tecnico francese Jean-Luc Sans prima e del tecnico di San Donà Beppo Camillo.

Nel 2014 il Clanis in collaborazione con Lions Bettolle partecipa per la prima volta a campionati e concentramenti giovanili con Under 10, Under 12, Under 14. I tecnici di riferimento sono Giodi Martin Iannacone , Gaston Terranova, Claudio Guerrini.
Campionato maschile 2014-2015 capitano Villanacci, allenatori Massarutto e Mammone. Al gruppo si uniscono anche cinque elementi dal Vasari, segno che la storia alla fine fa il suo giro.

Il futuro è ancora da scrivere…